Capitolo II

Nel frattempo nella casa, la servitù si dava da fare per preparare il pranzo. Diversamente dagli altri giorni, quel giorno, il 16 Agosto, era un giorno particolare. Kevin il figlio maggiore dei Melvin avrebbe fatto ritorno a casa. Sir Brian e Lady Dorothy ne avevano dato l’annuncio la sera prima, aggiungendo che sarebbe non si sarebbe dovuto badare a spese. Il maggiordomo, il signor Neil Gordon, controllava personalmente l’andamento dei preparativi ogni 30minuti. Neil era un uomo, alto piuttosto magro, occhi color nocciola, preciso e intelligente. Nato a Lincoln 40anni prima, aveva preso servizio, dopo aver ottemperato gli obblighi di leva militare, presso la famiglia Melvin come garzone. Nel corso degli anni aveva dimostrato le sue buone qualità e la sua onestà, così ora, 20anni dopo si ritrova ad essere il responsabile della servitù in casa Melvin.

Era un tipo piuttosto tradizionale, il signor Gordon, portava sempre un frac con annessi guanti bianchi, tranne che in rari casi. Se ne andava in giro per stanze sale e saloni controllando la presenza di polvere, l’ordine e la pulizia, poi passava in cucina per controllare l’operato della cuoca, Miss.Annabel, una donna al fuori dal comune, pensava ridacchiando Gordon mentre si dirigeva verso le cucine.
“Miss.Annabel?”esordì il maggiordomo.
“Mi dica Mr.Gordon” rispose stizzita la donna al quinto controllo.
“Spero di non disturbala sono passato per controllare come vanno le cose” disse con tono smielato il maggiordomo.
“Vanno esattamente come 30minuti fa!La prego di non esasperarmi oltre o sarò costretta a rispedirla nella hall con il frac un po’ stropicciato!Spero di essere stata chiara!In ogni caso il RoastBeaf è pronto, per le patate occorre attendere ancora qualche minuto!!Ora può anche levarsi dai piedi!”disse la cuoca panoazza.
Dovete sapere che la pace tra la servitù di casa Melvin poggiava su delicati equilibri. Il signor Gordon benché onesto e integerrimo a volte risultava, logorroico, e a Miss Annabel questo andava abbastanza di traverso.
“Non c’è bisogno di essere scortesi Miss Annabel, io faccio solo il mio lavoro e il mio dovere verso i signori.” Rispose Neil Gordon accomiatandosi.
L’arrivo del signorino Kevin, metteva la servitù in agitazione, sentivano la pressione del grande evento e cercavano a tutti i modi di mostrarsi efficienti agli occhi dei Signori Melvin. Kevin Melvin era il primo ed unico figlio maschio della famiglia, nonché il figlio maggiore. Studiava legge ad Oxford e ritornava di tanto in tanto a Branston Hall per fare visita ai genitori. Si avvicinava per lui il momento della laurea, ma anche quello per lui più difficile dell’arruolamento nell’esercito britannico, come la tradizione famigliare imponeva. Il ragazzo, ormai uomo, viveva questo momento con grande angoscia, non era molto convinto della scelta dei arruolarsi ma non osava confidarsi con suo padre sicuro di deluderlo.

Poco dopo le 11 dal vialetto di accesso alla villa si faceva strada una carrozza trainata da 2 cavalli color marrone.
Orace il giardiniere salutò, il cocchiere e riconobbe il signorino Kevin all’interno, insieme ad un altro ragazzo probabilmente, pensò, un compagno di corso a Oxford.
La carrozza proseguì fino a alla fontana dinnanzi all’ingresso della residenza dei Melvin. Ad aspettarlo, sempre in ordine e con lo sguardo piuttosto austero, c’era il maggiordomo, Neil Gordon.
“Bentornato, Signorino” esordì il maggiordomo con una leggerla inflessione di freddezza. “Salve Neil, grazie” rispose Kevin sorridendo “ sempre in forma eh?Lui è il mio compagno di stanza ad Oxford Martin Barry” continuò scherzando.
“Benvenuto a Mr.Barry,chiamo subito il giovane adam per il bagaglio, vogliano lorsignori seguirmi” concluse il maggiordono.
Poco dopo da una porticina laterale che dava direttamente sullo spiazzo davanti all’ingresso principale, uscì un ragazzo di circa 18 anni, di nome Adam, da poco al servizio della famiglia come garzone e tuttofare. Alto qualche spanna meno del signorino Kevin, Adam era un tipico ragazzo di campagna, robusto, allegro e semplice. Aveva evitato il servizio militare grazie all’aiuto di Sir Brian, di modo che potesse restare vicino alla madre ormai rimasta vedova e sola. Presi i bagagli, due grosse valigie di cuoio, li portò al primo piano della residenza dove le cameriere le presero in consegna. Dopo, ritornò alla carrozza, dove ad attenderlo rimaneva un grosso e pesante baule. Ci volle un po’ più di tempo ma riuscì comunque a trasportarlo fino al primo piano da dove aiutato dalle cameriere lo trascinò fino alla stanza del signorino Kevin.

Eseguito il compito assegnatogli, Adam, corse a riferirlo al maggiordomo e poi scese alle cucine per prendere un bicchiere d’acqua e riposarsi per qualche minuto.
Intanto, nel salone dei ricevimenti, andavano avanti i preparativi per la festa in onore del ritorno di Kevin. Vicino al grande caminetto Sir Brian, attendeva che il figlio gli portasse i suoi saluti, poco dopo infatti, sentì bussare alla porta.
“Padre” disse Kevin “Sono a casa, sono contento di essere di nuovi qui a Branston Hall” continuò Kevin sorridendo.
Sir Brian si voltò e disse.
“Ben tornato figlio mio, ci sono molte cose delle quali dobbiamo parlare, ma ora non è il momento, lasciami più tardi parleremo”.
“Ma padre..”rispose colmo di dispiacere, e di collera..”Va bene paleremo più tardi” .continuò controllando lo scatto d’ira. Dopo essersi accomiatato dal padre, con il cuore pieno di dubbi e domande si avviò verso la sua stanza.

Che abbia scoperto?



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